sabato 9 marzo 2013

Politica


Scrivo quest’articolo due giorni dopo le elezioni (sarà pubblicato in ritardo) e voglio parlare di politica. Sto scrivendo di getto, non so dove voglio andare a parare né tantomeno conosco l’ordine che seguirò. Ma ho delle cose da dire, e un urgente bisogno di dirle.

La politica. Che argomento pericoloso, un campo minato. Appena uno ne parla, per ogni frase che dice dieci persone gli saltano addosso. Questi giorni ho visto di tutto. In particolare gente stupita, perché “non mi aspettavo votassi per Tizio”. Gente che ti dice: “Guarda che io non voglio convincerti di quello che penso eh. Però il tipo che voti tu ha fatto questo e questo, mentre il mio quest’altra cosa”.

C’è questo esagerato bisogno di aver ragione, di stare nella squadra vincente. C’è quest’aspettativa che i tuoi cari condividano i tuoi ideali politici. Chi vota diverso da te è stupido. E se le cose vanno male è perché l’Italia è un popolo di pecoroni. Non sono d’accordo. Si parla tanto di libertà, si sbandierano ideali, ma poi siamo gli uni contro gli altri. Sembra che si faccia il tifo per delle squadre di calcio.

Molti provano disillusione nei confronti della politica. Ma guardate che il sistema politico italiano non è sbagliato. Non è il migliore, certo. Ma è un buon sistema politico. Siamo noi che sbagliamo atteggiamento!

La politica deve unire. Finché ci daremo addosso l’un l’altro non combineremo mai niente. Se gli altri votano un partito diverso dal tuo, ci sarà un cazzo di motivo o no? Credo sia troppo facile spiegare la cosa con frasi quali “la gente è stupida”. La gente non è stupida. Segue i suoi interessi. Non condividerli è un conto, non capirli…beh, è tutto un altro paio di maniche. È ignoranza! Queste elezioni sono state importanti, perché ne dipendeva l’unità dell’Italia. E cosa abbiamo fatto? Ci siamo dati contro! Smettetela di accusare i politici, il sistema corrotto. Sono cose importanti, sì. Ma prima pensate a voi stessi! Poi agli altri. E non sto dicendo di fare come le tre scimmiette. Corruzione, tangenti, ecc. sono tutte cose da debellare. Senza pietà! Ma solo dopo aver fatto la nostra parte. Troppo facile tirare giù gli altri dal piedistallo, per farli scendere al nostro livello. Ci hai mai provato, tu, a salirci su quel piedistallo? Sai quanto è difficile? Eppure è questo che ci serve adesso.

E questo mi porta al secondo punto. I politici.
Perché diavolo non la smettono di tirare merda sui concorrenti? Non siamo più all’asilo! Con questo sistema si concentrano sull’essere meno peggio degli altri. È questo il problema.
Gli atleti professionisti sanno che, per vincere, gli avversari devono essere invisibili. Un corridore sa che non basta andare più veloce degli altri. Sa che deve andare più veloce possibile. Se gli altri poi lo superano è un altro problema, a cui si pensa dopo. Ma, anche se perde, saprà di aver dato il massimo. Qui sta il nocciolo della questione. Concentrandosi sul superare la concorrenza, i politici italiani si concentrano sulla mediocrità. Fanno il minimo indispensabile, niente di più. Se invece si concentrassero solo su sé stessi, se dessero il massimo, allora sì che avremmo dei partiti di qualità. Se i tuoi avversari danno il 100%, a te non basta più essere un po’ meglio di loro. Se vuoi vincere in un contesto simile devi dare anche tu il tuo 100%, se non di più. Ne basterebbe uno solo, per dare il via al circolo virtuoso.

Uno solo, per fare la differenza.

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